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L'eterna ricerca della Felicità

Smitizzare la felicità per renderla reale e vivibile

Un sorriso cresce dentro…un brivido sotto la pelle…il viso si rilassa e si distende…i sensi sono piacevolmente attivati…non si pensa ad altro se non a quello che ci fa stare bene e in pace con noi stessi…

Non è mai facile parlare di emozioni. 
È complicato esprimere a parole qualcosa che appartiene al mondo del cognitivo, che sovraintende, appunto, alla parola. Ogni volta che tentiamo di usare un termine per descrivere un’emozione, in qualche modo ne limitiamo i confini, ne impoveriamo il senso, ne esageriamo le conseguenze.
Nel modello a cui faccio riferimento per le emozioni (“Basic Emotions Theory” di Paul Ekman), quanto appena detto è particolarmente vero per la “felicità”.
Siamo felici per aver raggiunto un risultato, per aver appagato un desiderio o un bisogno.
Siamo felici per il piacere che ci offre un complimento o un riconoscimento. 
Siamo felici quando assaporiamo quello stato di eccitazione dei sensi che anticipa un evento. 
Ma siamo felici anche per il sollievo di aver terminato un compito difficile, un impegno gravoso, per aver scampato un pericolo, per una paura o una rabbia che si è finalmente dissolta.
Da tutto quanto scritto, emerge come la felicità non possa (e in qualche misura, non debba) essere uno stato permanente e pervasivo. Come faremmo a sostenere la costante attivazione dei sensi? Che ripercussioni avrebbe il crogiolarsi troppo a lungo per un risultato conseguito? 
Invece godiamo del momento di felicità, assaporiamolo completamente e associamolo a un gesto, a un’immagine mentale, a un suono. In momenti differenti, potremo rifare quel gesto, rivedere quell’immagine e riascoltare quel suono. Così potremo sempre avere a disposizione una piccola scorta di felicità, che ci aiuti nei momenti difficili. E che faccia da fondamenta per livelli di felicità sempre maggiori.
È vero che dirsi “sii felice!” è un paradosso, però possiamo far lavorare per noi i sensi e non le parole. Tanto, molto spesso, non servono…

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